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Dettagli Prodotto
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Fino ai primi anni del 1900 a Fara San Martino i contadini macinavano il grano duro dei loro campi in un piccolo mulino con le macine in pietra nei pressi delle sorgenti del fiume Verde. Il grano veniva macinato lentamente per ottenere una semola grezza e grossa, un po’ scura, non raffinata come invece viene fatto oggi nei moderni mulini. E in quella semola grezza c’era anche la parte migliore della crusca, che i contadini di allora cercavano conservare per far rendere al meglio i sacrifici fatti sui campi, al contrario dei “signori” che facevano raffinare il grano dai propri mezzadri eliminando tutta la crusca. Le massaie facevano la pasta impastando questa semola grezza con l’acqua di sorgente. Il risultato era una pasta simile a questa “Sfoglia Grezza” che il Cav. Giuseppe Cocco produce ancora oggi con la matassatrice del 1910.
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